CERVIA E IL SUO “ORO BIANCO” TUTTO DA GUSTARE

Breve storia allegra di un paese che ha trasformato in oro quello che la terra e il mare gli hanno regalato

Ti dice qualcosa il nome Ficocle?

Ti do’ un aiuto:  in greco significava “luogo reso celebre dalle alghe” e apparteneva ad una cittadina della Romagna che in antichità sorgeva molto vicina alla costa, che oggi è diventata meta di turismo alternativo grazie alle sue saline e le storie di pescatori che dal Veneto andarono lì in cerca di fortuna.

L’antica Ficocle cambiò nome sotto il dominio del Barbarossa, e divenne quella che oggi conosciamo come Cervia.
Mappa Cervia antica

L’etimologia del nome è in dubbio fra due versioni: la prima vuole che un tempo Cervia fosse circondata dai boschi e dalle foreste, che uno dei maggiori frequentatori di questi spazi verdi fosse il vescovo di Lodi e un giorno, mentre l’uomo passeggiava in pineta, un cervo, riconoscendolo come funzionario di Dio, gli si inginocchiò davanti in segno di devozione.

L’altra invece, ci dice che il nome della città era probabilmente dovuto alla presenza a Cervia degli “acervi”, enormi mucchi di sale depositati ai margini della salina dopo ogni raccolta.

 

I Cervesi sono quasi tutti concordi nel sostenere la prima versione, tant’è che lo  stemma della città rappresenta proprio un cervo dorato inginocchiato su terreno verde.
Stemma comune di Cervia
Possiamo sostenere che Cervia sia stata una “città itinerante”, considerando che cambiò posizione per ben tre volte dalle sue origini, e che l’aspetto urbano che conosciamo oggi le venne dato nel 1697 quando Papa Innocenzo XII, allora Capo dello Stato Pontificio, decise di firmare l’accordo per la ricostruzione della città nuova in una posizione geografica più salutare, spostandola dalle saline verso il mare.

Il documento indicava esattamente il numero delle case da costruirsi, la posizione della Cattedrale, del Palazzo Vescovile e delle carceri per una spesa complessiva di 35-40.000 scudi. 
Ampio spazio fu lasciato per i due Magazzini del Sale e la difensiva Torre San Michele, peraltro già costruiti da disegno nel 1691.
Magazzini del sale Darsena

Per saperne di più della Cervia di una volta clicca qui 🙂

I magazzini si presentavano come edifici massicci, con pochi ingressi e particolarmente ampi internamente in modo da potere contenere enormi quantitativi di sale, circa 130.000 quintali.

L’imponente Magazzino del Sale Darsena fu costruito alla fine del ‘600, si trova lungo il canale di Cervia che attraversa l’antico centro da est a ovest ed è visitabile  in occasioni speciali come le giornate del FAI .
Dall’altro lato del canale troviamo il MUSA  – il Museo del saleche conserva attrezzi tradizionali per l’estrazione e la lavorazione, documenti, foto e video che ci fanno capire l’importanza che questo  elemento naturale rappresentava – e rappresenta tutt’oggi –  per la forza e la ricchezza della città., tanto da essere definito “l’oro bianco”.

MUSA Cervia

Consiglio di perdersi nelle stradine del Borgo Saffi,

conosciuto anche come “Borgo dei Salinari”, proprio perchè i salinari si prestarono alla costruzione della “città nuova” fra il 1790 e il 1813 e che  come ricompensa al loro impegno  si videro riconosciuto il diritto – decaduto nel 1953 – a un alloggio gratuito che contava di  8 case dove abitavano circa 6 famiglie in ciascuno  per un totale di 48 alloggi.

Una curiosità che forse non sapete è che il sale, che a noi oggi appare come un alimento banale e scontato sulle nostre tavole,

ha invece ricoperto fin dai tempi antichi un ruolo prestigioso e fondamentale nelle economie di molte civiltà e ha reso Cervia quella che è oggi, un importante centro di produzione del sale.

Il sale in antichità era  sì un insaporitore di pietanze ma anche un potente conservatore di cibo.
Per questo già prima dell’età romana aveva assunto dignità di moneta e scambio, e si narra che al tempo di Augusto si potevano pagare i soldati anche con distribuzioni di sale (da cui la parola salario).

Importante sottolineare che il sale marino di Cervia è presidio Slow Food dal 2004  con una linea di prodotti molto ampia, fra cui sali aromatici, in particolare di quello alla salicornia, pianta spontanea di salina: un altro tassello importante per l’identità enogastronomica e culturale del nostro bel paese! 

Lasciatevi avvolgere dall’atmosfera delle saline  dove si respira ancora un’aria del “tempo che fu”
visitabili in diverse modalità che soddisfano tutti i gusti, decisamente “slow travel” proprio come piace a noi, si può scegliere fra un tour in  canoa, in bici, ammirare i cumuli di sale con le luci del tramonto o anche con un’escursione notturna.

Tour delle saline di Cervia in canoa

Se siete appassionati di fotografia o facilmente emozionabili dagli spettacoli naturali

vi consigliamo di non perdervi un tour alle saline, specialmente tra la fine di agosto e l’inizio di settembre quando avviene la “cavadura”, ovvero la raccolta del sale, il momento più importante di tutta la produzione  di un intero anno.

Grandi cumuli cristallini e lucenti offrono uno spettacolo meraviglioso che aspetta solo di essere immortalato dalle macchine fotografiche o anche solo di essere impresso negli occhi e nel cuore.

Armesa del Sal
Altro buon momento per conoscere la zona potrebbe essere il secondo fine settimana di settembre, quando si rinnova la tradizione dell’ “Armesa de Sel” (rimessa del sale) con lo spostamento del prodotto finito dalle aree di lavorazione ai magazzini per lo stoccaggio tramite “burchiella”,  tipica chiatta con due prue per l’impossibilità di invertire la rotta negli stretti canali delle saline.

 Un momento di festa popolare, che culmina nella manifestazione culturale ed enogastronomica Sapore di Sale  dove si rivive appieno il folclore di un lavoro tanto faticoso quanto prezioso per l’economia locale.

Non hai mai visitato una salina?
Fallo in maniera alternativa: sali a bordo di un minivan vintage, ti accompagniamo noi! 

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