LA BELLEZZA A POCHI PASSI DA NOI

Metti un minivan in campagna e....

Non è necessario volare a migliaia di Km da casa per “godere della bellezza”

Quanti posti meravigliosi abbiamo qui in Italia, ci hai mai pensato?

e non mi riferisco a quelli “scontati” e ormai conosciuti, ma a quelli che ti suggerisce un amico, a quelli in cui ti trovi per caso esclamando un “pensa te che bellezza, non l’avrei mai detto”!
L’insieme di tutta questa bellezza rappresenta la nostra identità e sarebbe come fare un torto a noi stessi il privarci dello scoprirla quanto più possibile, non credi?

A cominciare dai vari cammini, la via Francigena, il cammino degli dèi, il Sentiero Italia ad esempio, che sarà percorso per un’anno e mezzo da un gruppo di ragazzi attraverso il progetto va Sentiero.

Questi sono solo alcuni esempi, ma di meraviglie – senza bisogno di fare chilometri a piedi – sono sicura ne hai anche tu vicinissimo a casa:

non è fondamentale prendere un aereo per esplorare della bellezza, basta solo guardare quello che ci circonda e apprezzarlo con occhi diversi.

Il mondo è tuo, esploralo!
Una delle piacevoli scoperte di questi giorni ad esempio è stato il borgo di Bertinoro, detto anche “il balcone della Romagna” perché dalla sua terrazza si gode di una vista meravigliosa che apre il cuore sulla pianura romagnola fino a dove la linea dell’orizzonte si confonde con quella del mare.
Bertinoro e la sua vallata
Sorge su una collina fra Forlì e Cesena ed è conosciuto anche come “città del vino e dell’ospitalità” e a ragione direi, considerando il susseguirsi di cantine che troviamo sulla strada dei vini e dei sapori e la gentilezza con cui i suoi abitanti accolgono i viaggiatori: ci sono realtà, come la CaRossa di Massimo e Liana che abbracciano appieno la filosofia del viaggiare lento e conviviale, mettendo a disposizione la loro agri-sosta, uno spazio immerso nel verde dove parcheggiare il proprio minivan e dar vita a una grigliata con amici nelle più calde serate estive.
Fattoria Ca Rossa
Attorno al borgo di Bertinoro si allungano a vista d’occhio ettari di vitigni, soprattutto Sangiovese e Albana (l’oro di Bertinoro), senza dimenticare il Refosco e Bombino bianco, divenuti autoctoni come i nomi Cagnina e Pagadebit.
P.S: sai perchè si chiama Pagadebit?
il vitigno ha particolari caratteristiche di resistenza alle avversità climatiche. In questo modo il contadino, anche nelle annate peggiori, produceva comunque del vino utilizzabile per pagare i debiti contratti nell’annata precedente. Per questo motivo un altro nomignolo dato al vitigno è Straccia Cambiale 😁 

Massimo e Liana vanno orgogliosi del loro
ceppo di Albana che dal lontano innesto del 1937 – continua a a produrre in maniera egregia – fino a kg490 di uva come quest’anno, da cui si ricava un Albana raffinato e sicuramente unico! 
Noi aspettiamo con ansia il momento del test 😉

Lungo le stradine di ciottoli di Bertinoro si alternano palazzi storici, chiese, abitazioni che costeggiano i resti dell’antica cinta muraria e si respira un’atmosfera di stampo medievale.

Il cuore lo troviamo in Palazzo Ordelaffi, antico palazzo municipale risalente al 1306 e nella piazza principale – piazza dell Libertà – c’è la Torre dell’Orologio che, in passato fungeva da faro per i naviganti

La piazza di Bertinoro e la sua "terrazza sulla Romagna"
Da non perdere è inoltre la Rocca: costruita prima dell’anno mille e che  nel 1302 ospitò persino nomi illustri come Dante Alighieri, ricordato da Carducci sua ode “La Chiesa di Polenta”.

Le due strade che di certo meritano una visita sono la strada della Vendemmia e quella dei Mestieri Scomparsi: due vie del borgo in cui artisti locali espongono le proprie opere in maniera permanente, rappresentando i due diversi temi.
Cercate via Vendemini, un vicolo di circa 100 metri in cui si susseguono sette tele rappresentanti i momenti salienti della vendemmia e via delle Mura, che ospita sei dipinti di artisti contemporanei che celebrano le antiche tradizioni di Bertinoro e le abilità manuali dei suoi abitanti.
Strada della vendemmia

Ma Bertinoro non è solo Medioevo: dentro di lui pulsa anche un’anima moderna e di design

che troviamo degnamente espressa nella magnifica struttura della cantina Campodelsole che spicca nella vastità dei filari. 
Progettata dall’architetto tosco-romagnolo Fiorenzo Vabonesi, la cantina di vinificazione ‘Campo del Sole’ si integra con efficacia nel contesto ambientale delle colline di Bertinoro grazie a un’architettura che  dialoga col paesaggio disegnato dai vigneti, cercando di ridurre al minimo l’impatto della nuova costruzione.
 
La continuità col verde circostante è garantita dalla grande copertura, elemento unificante e fortemente caratterizzante l’intero sistema, realizzata con alluminio verniciato color verde rame che si mimetizza con la fiorente vegetazione circostante.
Tutto il sistema architettonico rispecchia la volontà della committenza di far mostra di ogni fase della produzione: la scelta di vetrare tutto il fronte del locale di vinificazione e rendere visibile e accessibile questo stesso interno anche direttamente dagli adiacenti uffici e locali di ricezione.
Campo del Sole

“Noi mentre il mondo va per la sua strada, noi ci rodiamo, e in cuor doppio è l’affanno, e perché vada, e perché lento vada” 

…scriveva il romagnolo Giovanni Pascoli ne “Il Cane”,  e noi lentamente scendiamo “a valle” – verso Cesena – alla scoperta di un’altra perla nascosta nella strada bianca di Tranzano, l’azienda agricola Terre Giunchi dove Enrico ci accoglie raccontandoci la storia di quello che ad oggi è sia un’azienda vinicola che un concetto ancora più grande racchiuso in Agricola.

La voglia di sperimentare e la visione moderna di Enrico e della sua famiglia hanno portato a creare una sinergia totale fra l’ambiente e i prodotti che vengono coltivati direttamente,creando un luogo per staccare la spina dalla frenesia quotidiana e ritrovarsi immersi nel verde per riappropriarsi del proprio tempo e ritrovare una dimensione naturale.

Terre Giunchi azienda agricola

Enrico ci racconta del progetto di espansione della cantina con la creazione di un punto ristoro, così da poter scorrere in maniera fluida dal visitare gli spazi della vinificazione, al degustare i propri vini prodotti con uve trattate il minimo indispensabile: noi di Togovan non vediamo l’ora di parcheggiare i nostri minivan nella splendida cornice della corte antistante, all’insegna di una giornata ricca di magia, buon vino e sapori di Romagna!

Non vediamo l’ora, e in attesa dell’estate e delle nuove esperienze in territorio Cesenate, ad Aprile saremo in zona Faenza con la piadina di Gianna e la cucina stagionale dell’agriturismo il Pratello: non sai quando?

Trovi tutte le info qui, ti aspettiamo!

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