RITROVARE la SERENITÀ A 60Km/h E CON SOLO UN BAGAGLIO A MANO

La felicità con poco in pochi metri è possibile (anche per noi donne)!

Scrivo questo articolo perché tanti amici e conoscenti non si sono capacitati del fatto che ho convissuto per  10 giorni in uno spazio piccolo come quello di un minivan degli anni 70, col fidanzato e un trolley da 10kg… cose apparentemente inconciliabili come la voglia di saldi in una donna e la pazienza di un uomo nell’accompagnarla…
 
In realtà il desiderio di un viaggio a bordo di un pulmino vintage è sempre stato dentro di me, da quando un’amica – in giovane età – mi ha fatto scoprire questo mondo fatto “di lamiere tondeggiante e occhioni cigliati”, di sedili colorati e carrozzerie sgargianti, passando da un raduno a Valdobbiadene con alpini e cascate di Prosecco a un altro sulla costa Toscana dal sapore decisamente più “Etrusco” …
 
Subito innamorata di questi mezzi ai quali mi sembrava mancasse solo la parola…mai però avrei pensato di partire dopo tanti anni alla volta di Tenerife con quella “casina” sempre sopra la testa a rassicurarmi…ma soprattutto tornare così rigenerata e rilassata emotivamente è stata una grande sorpresa.
Wendy alla spiaggia El Médano

Beh e com’è possibile, direte voi?

 In realtà è nato tutto in maniera molto spontanea alla fine dell’anno 2017,  quando cercando un alloggio sull’ isola Canara ci siamo imbattuti in Wendy, T2 Volkswagen del 1975 perfettamente restaurato da una coppia di italiani traslocati a Tenerife da anni: io e il mio compagno ci siamo guardati e  – una volta vinto il suo iniziale scetticismo tipico del maschio romagnolo del “chissà se questo trabiccolo viaggia” – abbiamo cliccato “prenota” e in pochissimo tempo ci siamo ritrovati catapultati in una dimensione totalmente nuova, noi che di viaggi ne avevamo comunque sempre vissuti tanti e nelle modalità più “variopinte”, camper compreso per quanto mi riguarda.
 
Sicuramente è stato decisivo l’impatto emotivo che ci ha trasmesso salire su Wendy per la prima volta e le relazioni che si costruivano curva dopo curva, sosta dopo sosta, con gli altri viaggiatori e isolani che incontravamo: fermarsi a dormire in piena natura, a picco sul mare o in un bosco ma senza aver paura che potesse succederci qualcosa di brutto, incontrare persone che ci offrivano del cibo o semplicemente fare un brindisi con quel che “si aveva in casa” solo perché “riconosciuti” come “viaggiatori lenti e alla scoperta”,ci provocava stupore e allo stesso tempo un senso irrefrenabile di allegria e voglia di condivisione.
Wendy e il faro de Abona
Era proprio quello che andavamo cercando in quel periodo: volevamo allontanarci da tutto quello che era “fretta”, il poco tempo da dedicare a noi stessi, agli altri (noi in prima persona  peccavamo a volte di questa mancanza ) e un senso di perdita di contatto con l’altro anche se eravamo sempre immancabilmente presenti “online”.
 
C’era bisogno di tranquillità, di uno spazio/tempo a misura d’uomo e non di automa, ci doveva essere del “tempo da perdere”
 
Wendy dall’alto dei suoi 42 anni – portati splendidamente – ci aiutava inconsapevolmente a riprendere i contatti con una dimensione che ci stavamo perdendo, facilitava le conversazioni con i “vicini di sosta”, provocava esclamazioni di simpatia mentre “sfrecciava ai 60km/h” sulle strade più o meno tortuose di Tenerife.
 
E nonostante i suoi spazi ristretti –  ma tagliati talmente bene da far invidia alle soluzioni Ikea – e piccoli sacrifici verso la solita comodità (tipo “cerca la scarpa in cima al pulmino per scendere a fare pipì” e “ma la pompa dell’acqua che fino a ieri funzionava, che fine ha fatto”?!) posso felicemente affermare che noi donne sopravviviamo!
 
Anzi, si ha forte e chiaro la certezza che ci si sente belle, libere e forti anche solo con un vestito e un paio di jeans, che i capelli sono belli anche se non piastrati tutte le sere e ci si può truccare anche in uno specchio retrovisore e che il cuore…se si addormenta con le stelle e si risveglia con l’alba sul mare è un cuore più sereno…
Spiaggia di Tajao

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A presto e STAY TUNED!

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4 risposte a “RITROVARE la SERENITÀ A 60Km/h E CON SOLO UN BAGAGLIO A MANO”

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